La Fontana delle 99 Cannelle: simbolo della ricostruzione dell’identità perduta de L’Aquila

“Simbolo e vanto della città de L’Aquila e degli aquilani, umiliata e ferita dal sisma del 6 aprile del 2009”, recita così la targa che fa memoria della riconsegna alla città della Fontana delle 99 Cannelle restaurata grazie al FAI in accordo con la città de L’Aquila, la Regione Abruzzo, la Protezione civile e il Ministero dei Beni Culturali.
A ragione considerata uno dei monumenti più singolari e carichi di significato del capoluogo abruzzese, la fontana, situata nell’antica zona del centro detta Rivera, non lontana dal corso del fiume Aterno, è stata eletta simbolo della città e reca con sé il sapore di antiche leggende. Si tramanda, infatti, che, quando nel XIII secolo fu realizzata la seconda fondazione della città, il progetto urbanistico prevedeva di unificare tutte le popolazioni dei castelli del contado in una sorta di “città madre”. A ciascun castello fu assegnato un territorio in cui costruire una piazza con una fontana al centro e una chiesa. Sempre secondo la leggenda i castelli erano 99 – pare, invece, che nella realtà fossero di numero inferiore – e così furono erette 99 piazze, fontane e chiese. A testimonianza di ciò fu edificata un’ampia fontana con 99 cannelle d’acqua che aveva la funzione di pubblico lavatoio, per ricordare, appunto, il numero dei castelli fondatori della città.
In origine caratterizzata da un complesso sistema simbolico astrologico ed esoterico, la fontana, a pianta trapezoidale, possiede un perimetro composto da masselli di marmo bianco e rosa, che si intrecciano quasi a formare una “tela” in pietra, ed è costituita da cinque vasche poste su livelli diversi e sfalsati tra loro. Qui campeggiano le 99 cannelle da cui sgorga l’acqua, 93 delle quali fuoriescono dalle bocche di altrettanti mascheroni che rappresentano allegoricamente i signori dei 99 castelli: volti incappucciati di monaci, dame, cavalieri, forse caricature di personaggi noti. I mascheroni sono intervallati da formelle rettangolari, su cui sono intagliati rosoni tipici dell’arte abruzzese.
Il terremoto del 6 aprile 2009, che colpì la città de L’Aquila con effetti devastanti, sembrava aver lasciato miracolosamente intatta la Fontana delle 99 Cannelle. Alcune lesioni o dissesti dapprincipio non suscitarono grandi preoccupazioni, ma un esame più approfondito della struttura rivelò il delicato stato di instabilità in cui versava il prezioso monumento.
Iniziarono, così, i lavori di risanamento: la prima fase ha interessato la messa in sicurezza e l’irrobustimento strutturale della fontana, la riparazione delle perdite d’acqua, l’impermeabilizzazione del pavimento; la seconda fase, invece, il restauro delle componenti decorative, la pulitura dei licheni e delle macchie presenti sulle pareti lapidee e sulle vasche.
Gli interventi non invasivi di riparazione e consolidamento, concepiti sulla base del criterio del “minimo intervento” adottato per la tutela dei Beni Culturali, sono stati volti principalmente ad accrescere le capacità di resistenza delle strutture alle sollecitazioni sismiche.
La ricostruzione ha quindi toccato varie aree e aspetti della fontana, tra cui il cornicione, le paraste, le murature, la parte decorata e le vasche e, da ultimo, la pavimentazione.
Per ogni parte del monumento che è stata restaurata si è proceduto dapprima a una ripulitura dai depositi superficiali incoerenti, dalle vecchie malte decoese e dalle stuccature in cemento. Le superfici, poi, sono state trattate per lo più con prodotti biocidi, a volte con diserbanti e con microsabbiature per asportare croste e sedimentazioni, nonché con lavaggi e spazzolature, in particolar modo nell’intervento sulla parte decorata e sulle vasche. Per questa area di restauro, così come per il cornicione e le murature, è stata realizzata anche la riequilibratura cromatica. In molti casi, per esempio per i conci delle paraste o per il cornicione, si sono effettuate operazioni di smontaggio degli elementi a rischio di crollo, successivamente rimontati e riallettati. Nelle strutture murarie sono stati eseguiti lavori di stuccatura, di riempimento di giunti, fessure e altre cavità con iniezioni di malta al fine di consolidare la muratura.
Tutti questi interventi hanno riportato la Fontana delle 99 Cannelle al suo splendore originario, e così, forse non a caso, il suono dell’acqua che gorgoglia in un eterno fluire ha segnato, simbolicamente, l’inizio della rinascita culturale e, quindi, morale de L’Aquila.



 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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