Progetto Michelangelo e Michelangelo’s box
Banca dati 3D per la valorizzazione, il restauro e la conservazione dell’opera michelangiolesca a Firenze
Marcello Balzani, Centro DIAPReM, Dipartimento di Architettura, Università degli Studi di Ferrara Stefano Bertocci, Paola Puma, Dipartimento di Progettazione dell’Architettura, Università degli Studi di Firenze

Come può la tecnologia venire in aiuto dell’arte, della sua conservazione, divulgazione nonché valorizzazione museale?
A dare la risposta a quest’interrogativo ecco un sofisticato progetto, evolutosi nel tempo col contributo di numerosi esperti dell’università di Ferrara e di Firenze, che nasce dal felice connubio tra la tecnologia 3D del nuovo millennio e l’imperitura produzione artistica michelangiolesca risalente al XVI secolo.
L’avanzato grado dello sviluppo tecnologico di procedure integrate per la documentazione del patrimonio artistico e culturale, a oggi, è in grado di permettere l’effettuazione di rilievi considerando la geometria, la morfologia, le misure, la materia e lo stato di conservazione del patrimonio esistente. In questo modo è possibile creare una banca dati morfometrica strutturata tramite interrelazione tra il cospicuo capitale di coordinate tridimensionali e i dati inerenti l’ambiente e i manufatti architettonici o artistici, garantendo così una memoria storica del bene culturale nel suo complesso, utile anche ai fini di ricerca da parte di studiosi dell’arte e dell’architettura, ma anche per la conservazione e il restauro.
Il Progetto Michelangelo rappresenta questo tipo di programma di ricerca che si avvale del rilievo e della modellazione 3D dell’opera michelangiolesca a Firenze, un progetto in continua evoluzione articolato in fasi con periodicità annuale dei rilievi, supportato dalla strumentazione Konica Minolta.
Il materiale su cui gli esperti hanno operato è il corpus dell’architettura michelangiolesca a Firenze imperniata sulla lunga e frammentata vicenda costruttiva del complesso costituito dalla Sagrestia Nuova (iniziata da Michelangelo nel 1520), dalla Biblioteca Laurenziana (cominciata nelle sue fasi da Michelangelo nel 1524) e da altri interventi nella fabbrica del San Lorenzo.
L’acquisizione dei dati di rilievo da laser scanner è stata perciò effettuata sia in relazione all’ambiente urbano – allo scopo di documentare i rapporti spaziali esistenti con la struttura urbana esterna – sia all’interno delle fabbriche del complesso laurenziano.
Sviluppi del Progetto Michelangelo sono rappresentati dalla documentazione dei manufatti lignei legati all’opera del Maestro: i Plutei michelangioleschi della Biblioteca Medicea Laurenziana e il modello di facciata realizzato per il San Lorenzo.
Il rilievo dei plutei michelangioleschi della Biblioteca Medicea Laurenziana – con l’applicazione di una metodologia di rilievo integrato (diretto e indiretto) e con diverse tecnologie di acquisizione laser 3D (a tempo di volo e a triangolazione ottica) ottimizzate dal rilievo planoaltimetrico strumentale, e con il supporto anche di indagini spettrofotometriche – ha costituito la base di documentazione degli arredi monumentali restaurati. Sono stati effettuati rilievi tecnologicamente avanzati di quattro elementi tipologicamente significativi.
Come si può osservare nell’immagine a fianco, i plutei della biblioteca sono stati rilevati con il sistema tradizionale di rilievo metrico diretto nella parte non decorata, mentre nella zona scolpita il decoro è stato acquisito con laser scanner a triangolazione ottica Konica-Minolta VI-910.


I dati acquisiti con il laser scanner sono stati correlati con quelli del rilievo manuale per ottenere un modello completo estremamente preciso dei plutei, poi sono state estratte delle sezioni e dei modelli alleggeriti per la creazione di un CD interattivo. Con i modelli completi si sono realizzati in un secondo momento dei prototipi in scala ridotta con il sistema a polvere di gesso. Le immagini qui sopra testimoniano il risultato di questo processo.
Una curiosità: sono state eseguite 327 scansioni per l’apparato decorativo delle testate dei plutei presi in esame. I modelli di rilievo dei quattordici apparati decorativi opportunamente elaborati sono costituiti da 1.280.000 punti e 2.500.000 triangoli ciascuno.

Tecnologia completamente basata sul rilievo laser 3D è stata, invece, utilizzata per il rilievo del modello ligneo che Michelangelo creò per la proposta progettuale relativa alla facciata della Chiesa di San Lorenzo. Il modello, oggi conservato presso il museo di Casa Buonarroti, è stato acquisito morfometricamente nella sua totalità con un laser scanner 3D a tempo di volo e per una porzione con il laser scanner 3D ad alta definizione Konica-Minolta VI-910. Alcuni numeri: per il modello ligneo del progetto della facciata di San Lorenzo, nella scansione di una fascia sono state eseguite 80 acquisizioni. Il modello completo consta di 7.800.000 punti 3D e di 15.000.000 di triangoli.

Ulteriori passi avanti nell’applicazione della tecnologia tridimensionale ai beni culturali sono stati fatti con il nuovo progetto tutto italiano Michelangelo’s box, ancora una volta ideato e realizzato dal Centro Diaprem del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara d’intesa col Dipartimento di Architettura di Firenze, presentato quest’anno al Salone dell’Arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali di Ferrara.
Il progetto consente di ricostruire l’architettura fiorentina di Michelangelo archiviandola in versione tridimensionale in unico database: il Michelangelo’s box, appunto.
E allora, anche i monumenti architettonici, proprio come la pittura, diventano trasportabili. Così in qualunque città del mondo, da New York a Nuova Delhi, si potrà visitare il complesso laurenziano di Firenze, che oltre a essere senza tempo diventa senza spazio.

 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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