Il prossimo Convegno Tematico A.I.Ar.:
Scienza e Tecnologia per la salvaguardia dell’Arte Moderna e Contemporanea

Se qualcuno prende alla lettera la definizione di Archeometria, cioè misura dell’antico, può destare stupore che l’Associazione Italiana di Archeometria riservi uno dei suoi convegni tematici proprio alle problematiche connesse allo studio dell’arte degli ultimi due secoli. In realtà, come stabilisce lo statuto dell’Associazione, l’interesse dei soci è rivolto a qualunque aspetto concernente il Patrimonio Culturale, inteso come “tutto ciò che costituisce testimonianza materiale avente valore di civiltà”, in accordo a quanto scritto dalla Commissione Franceschini nel 1966.
Dobbiamo però dire che, nonostante l’importanza, anche da un punto di vista economico, dell’arte moderna e contemporanea e gli interessi coinvolti, non solo da parte dei collezionisti, ma anche dell’uomo di strada che desidera fare un investimento o semplicemente abbellire la sua casa, poco spazio è stato dedicato dagli studiosi alle indagini scientifiche su questo patrimonio. Una ragione di ciò può ricercarsi nella complessità ed eterogeneità dei materiali utilizzati. In effetti, a partire dalla metà dell’Ottocento, con gli sviluppi della chimica moderna, numerosissimi sono stati i materiali messi a disposizione degli artisti e, nella stragrande maggioranza dei casi, nessun test sulla loro durabilità e compatibilità è stato effettuato. Un esempio eclatante è fornito dalle famose rose di Van Gogh, che da color rosa sono divenute bianche, perché l’artista aveva usato un nuovo colorante di sintesi, l’eosina, che è particolarmente sensibile alla luce.
Ma, oltre i pigmenti e coloranti, più o meno stabili alla luce e agli altri fattori ambientali, altri materiali devono essere considerati, come le nuove leghe, i materiali per l’edilizia, e, non ultimi per importanza, i materiali plastici, che nell’ultimo secolo hanno pervaso la nostra vita quotidiana e anche il mondo dell’arte. Se però nella vita quotidiana l’interesse è nella realizzazione di plastiche facilmente degradabili, lo stesso non si può dire per le plastiche con le quali è realizzato un oggetto d’arte, che deve essere conservato per le future generazioni. In effetti molti conservatori di musei d’arte contemporanea hanno lanciato un allarme relativo ai metodi di migliore conservazione dei manufatti in materiale plastico. Tale allarme è stato raccolto da un progetto Europeo del 7° Programma Quadro, denominato Popart (Preservation of Plastics Artefacts in museum collections: http://popart.mnhn.fr/), che ha tra i suoi obiettivi appunto realizzare una strategia per migliorare la conservazione e il mantenimento degli oggetti in plastica nelle collezioni museali.
Pertanto l’AIAr ha ritenuto opportuno e d’interesse per un vasto pubblico organizzare il prossimo convegno tematico, che si svolgerà a Ferrara nella prima settimana di marzo 2011, proprio sulle tematiche relative all’Arte Moderna e Contemporanea. Si vorrebbe dare ampio risalto internazionale all’evento coinvolgendo anche scienziati, conservatori e restauratori stranieri tramite il Gruppo Materiali Moderni e Arte Contemporanea di ICOM-CC.
I vari aspetti dell’arte degli ultimi due secoli saranno presi in considerazione, quindi non solo dipinti, ma anche statue, opere del costruito, grafica, vetri ecc. Come sempre sarà dato ampio spazio alle moderne tecniche diagnostiche e, infine, saranno benvenuti contributi volti a smascherare eventuali falsi, che sono particolarmente diffusi nel settore, dato anche il particolare interesse economico coinvolto.

Mauro Bacci
Presidente AIAr


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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